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Shen Dali, Gli amanti del lago. Sotto il sole di Mao.

Ambientato nella primavera del 1960, durante la rivoluzione culturale, il romanzo narra della storia d'amore tra Sabine Rolland, una giovane francese arrivata a Pechino per insegnare francese alla Scuola di lingue straniere, e Yi Mong, suo collega.

L'amore che qui si racconta non ha niente a che vedere con l'amore ideale, idilliaco sancito dal lieto fine. Lo stesso Shen Dali lo descrive come “un amore non facile”, impossibile, fatto di sguardi, di brevi comunicazioni e di lunghi silenzi che divengono, però, musica nella vita dei due giovani. Il loro rapporto è reso ancora più difficile dalle durissime condizioni in cui Yi Mong si trova a vivere. Considerato un destrorso a causa del suo amore per l'arte, la musica, la letteratura e per la sua non adesione all'ideologia del Partito maoista è da quest'ultimo perseguitato. Per il Partito, infatti, era indispensabile che ognuno si conformasse a un'idea comune in cui tutto doveva essere interpretato in base a una simbologia prestabilita così che nulla potesse sfuggire al controllo. Yi Mong non accetta questo conformismo, non avvalora quest'idea di appartenenza a un gruppo e, soprattutto, non assume il ruolo di vittima che il Partito vorrebbe imporgli.

E' solo non cedendo al realismo degli accadimenti che Yi Mong trova la chance per proseguire la sua battaglia intellettuale senza conflitti.

Dopo la morte di Mao i due giovani si ritrovano a Parigi e da qui il romanzo prende una piega inattesa: Yi Mong e Sabine partono, ma nessuna meta viene citata lasciando il lettore nell'enigma.

 

Lara Turchet