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Aleksandr Kus’ner, poeta russo di origini ebraiche, nato nel 1936 e tuttora vivente a San Pietroburgo, nel saggio “Da Achmatova”, contenuto nel testo “La poesia di San Pietroburgo”, Spirali, 1998, scrive: “…. la vita è data all’uomo perché egli possa avere la possibilità di cambiare e di smentire qualsiasi opinione venga espressa su di lui, comprese quelle più qualificate….”.

Ho sottolineato questa frase perché mi è sembrata di grande interesse. La trasformazione, che bella cosa! L’apertura, la speranza, la vita. Niente è immobile nella vita, nemmeno un tavolo, una sedia, una penna, un vestito, un quadro o una casa, la montagna si sgretola e cambia i suoi fianchi, le sue cime; le cose sono in movimento, sono in viaggio, si trasformano. Questa è la vivenza, immobile resta solo la morte, l’estrema assoluta differenza, invece vivendo noi abbiamo una grande chance, che è anche un compito: procedere secondo la logica particolare a ciascuno e attraverso le acquisizioni, scommettere per una qualificazione. Così ci troviamo a constatare che il tempo non è durata e non finisce, anche quando la partita sembra chiusa, scopriamo un’opportunità differente, le cose non finiscono, trovano un altro modo di svolgersi, non sono immobili, morte, quando procedono dall’apertura, cioè dalla contraddizione. La contraddizione è ineludibile dalla vita, noi procediamo dalla contraddizione, che non rappresenta mai una scelta, un’alternativa, anzi, le cose procedono proprio quando non pensiamo che c’è un’alternativa e c’è invece l’urgenza, l’appuntamento, l’occorrenza, e noi non dobbiamo scegliere, semplicemente ci troviamo a fare. La vita è senza alternativa e così la riuscita, questo è il messaggio, questo il titolo degli incontri qui a Cordenons. Viaggiando nella vita, seguendo il progetto, il programma, noi andiamo e andiamo, sperimentiamo e impariamo e  qualcosa si sposta, e non per ricircolare, non per ritornare uguale a prima, qualcosa si trasforma e noi ne prendiamo atto. Così proseguiamo. Questa è la speranza, la breccia, lo squarcio, l’ossimoro, non ci troviamo in alto o in basso, ci troviamo nel gerundio della vivenza e la morte non è morire, la salute non è l’assenza di malattia. Ciascuno può constatarlo nella pratica di ciò che è il suo lavoro, o il suo interesse specifico, dove la pulsione lo conduce. Per esempio, ci sono aspetti intellettuali nello sci da fondo, oltre l’eleganza dello stile, c’è la leggerezza dello sforzo, la tenuta, l’allenamento, la conquista, l’eventualità di una trasformazione. Perché, talvolta, succede di cadere e farsi male, ma c’è una luce trasformata negli occhi di chi è caduto, una luce bellissima, fatta di umiltà e accoglienza, l’incidente ha aggiunto qualcosa, quella spalla, quella caviglia, quella mano, quel ginocchio feriti magari non tornano più come prima e c’è bisogno di accorgimenti speciali per proseguire, e di solito il fondista li trova, li mette in gioco, e poi quasi sempre riprende il suo cammino con entusiasmo, la frattura non ha rotto niente, ha piuttosto regalato salute. Perché a volte, attraverso il tragitto riabilitativo, sorgono interrogazione e ricerca e poi l’approdo all’inaspettato intendimento di qualcosa che ci riguarda, una sorpresa, una novità, e allora arriva una ricchezza senza precedenti. La salute non va a braccetto con la perfezione del corpo e del suo funzionamento, la salute va al di là dell’assenza di sintomi e alterazioni, la salute è intellettuale e si avvale dell’allenamento intellettuale, che parte dall’interrogazione, avvia la ricerca e lo sforzo intellettuale, la via della guarigione è davvero un cammino artistico. Proprio come la pratica dello sci di fondo, che si compie con arte e poesia.

La parola poesia viene dal greco: fare, produrre, costruire, creare, inventare. La poesia  è “logica, cultura e arte del fare, arte del malinteso e quindi intelligenza”, così la definisce Armando Verdiglione. Infatti, la poesia è invenzione, non è semplice descrizione delle cose, della natura, anche quando narra ciò che accade, i suoi elementi non sono mai realistici, ma sempre trasposti, la poesia stessa è accadimento, trasformazione. E’ celebrazione della vita, nella sua esuberanza. Scrive A.K. nel saggio “L’anima dell’arte”: “Cos’è la lirica? E’ una particolare attenzione rivolta all’uomo, a qualsiasi cosa al mondo, non è soltanto un verso d’amore…”. E più avanti “…ogni autentica poesia infonde in noi un senso di gioia, essa gioca al rialzo di tutti i valori, guarda a ogni briciolo di vita come a una cosa preziosa…”. La poesia accoglie l’eternità dell’istante. A.K. afferma che “… la lirica è dell’istante, per l’eternità… Non invecchia la poesia, non passa di moda, la lirica ferma l’istante e questo istante vive nei secoli… la parola poetica sembra davvero godere del dono dell’immortalità, trova il modo di vivere ancora nelle lingue desuete, e oggi noi leggiamo Omero, Ovidio, Catullo con estremo interesse…”.

 “La poesia è più forte del poeta…” Questa affermazione di A.K. è straordinaria, perché smentisce il soggettivismo, il parlare di sé, l’autocontemplazione, che rendono volgare uno scritto, faticosa una conversazione. Durante un’intervista a Milano, Fabiola Giancotti chiede a A.K.: “Una curiosità, quando lei si mette a scrivere, come si dispone?”.  E lui risponde: “ Sono seduto a tavolino. Non so cosa scriverò, ma ho voglia di scrivere. Mi metto a pensare e poi, un po’ alla volta, arriva il pensiero, non un semplice pensiero, un pensiero poetico. A volte, il rumore di un albero mi porta dei versi. A volte, la voce di mia moglie oltre la parete, a volte, qualche impressione, qualcosa accaduto nei giorni precedenti.”

E quindi, arriva qualcosa chissà da dove, e chi è l’autore? Forse chi scrive? Chi è l’autore di quel che si scrive? A.V. “… la scrittura è dell’esperienza e si avvale del sogno e della dimenticanza, non del sapere, non dei ricordi …”. E lo scrittore lo avverte, infatti A.K , nella stessa intervista, afferma: “… la poesia non è inventata dal poeta, ma esiste per conto suo. E poeta è colui che è in grado, nei versi, di mostrare come la poesia esista.”

E dunque, possiamo dire che la poesia è un bellissimo esempio di trasformazione, nella brevità sottolinea con forza l’eleganza e la ricchezza della vita, la poesia è per la vita.